Alla scoperta di Petra in Giordania: la città di scavata nelle rocce

Petra è sicuramente una delle destinazioni che chi ama viaggiare ha tra i suoi desideri. Considerata una delle otto meraviglie del mondo, si trova nel bel mezzo del deserto e la sua spettacolarità è data dal fatto che è scavata tra le rocce. Una storia millenaria: basti pensare che la città era attiva già all’epoca dei romani. Davvero uno scenario affascinante, tra i più belli della Giordania raggiungibile comodamente in aereo.  Va detto che acquistare un set di valigie è conveniente in queste occasioni per avere tutto quello che serve per affrontare il clima desertico.

La storia di Petra

Gli archeologi datano Petra alcuni secoli prima di Cristo, ci sono degli elementi che fanno pensare addirittura ha un’origine neolitica. A realizzare la città è stato un popolo nomade proveniente dalla penisola araba che realizzò una serie di grotte e sistemi per incamerare la poca acqua. Ancora oggi sono visibili queste cisterne che creavano un punto d’approdo sicuro durante le lunghe traversata nel deserto. È stata proprio questa la caratteristica che ha reso Petra una fermata obbligatoria sulla rotta delle carovane che si spostavano tra Asia e mediterraneo, trasportando principalmente seta e spezie.

Il declino e l’abbandono di Petra avvenne all’incirca nel primo secolo d.C. quando l’importanza commerciale di Palmira in Siria cresceva sempre di più. La città scavate nella pietra fornisce l’impero romano il quali costruirono un grande teatro e il decumano principale. Dopo i romani, i bizantini e anche gli arabi, la città venne abbandonata nel medioevo per essere poi riscoperta solo nel 1812 da un esploratore svizzero. Dal 1985 penetra è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Visitare Petra

Per visitare la città di Petra si paga un biglietto giornaliero di circa 45 euro, esiste però un biglietto bigiornaliero o di tre giorni che fa risparmiare davvero molto. Sarebbe meglio dedicare anche più di una giornata alla visita della città scavata nelle rocce. Presso il centro visitatori si trovano le mappe del sito archeologico e si può anche prenotare un mezzo di trasporto, come il mulo. Essendo in mezzo al deserto, è preferibile evitare le ore più calde: all’alba si gode una spettacolare vista sul monastero.

Dopo aver superato il Siq, si giunge all’incantevole Palazzo del Tesoro. Da qui, si incontrano tre blocchi di roccia squadrata: Dijnn, la tomba Obelisco e il Triclimium. Dalla diga, il percorso prosegue nella gola del Siq tra altissime rocce dal colore arancione e rosso. Lungo il percorso si notano i canali che servivano per il trasporto dell’acqua. All’improvviso, superata l’ultima gola ci scaglia davanti agli occhi di molti turisti il Palazzo del Tesoro.

Tenendo la destra il percorso segue lungo la via delle facciate con una serie di monumenti a cui la fontana del Leone, la tomba del giardino, la tomba del soldato romano aiutato. Si prosegue Sulla strada colonnata fino al Tempio dei Leoni Alati da dove parte scalinata di 900 gradini per arrivare al monastero risalente al primo secolo. In cima al monte Aronne si dice ci sia la tomba del fratello di Mosè.